• Rassegna
  • Links
  • Software & Utilities
  • Mappa del sito
Ordine Avvocati Ariano Irpino

Menu Principale

  • Home
  • Organico
  • Albi
    • Albo Avvocati (ordinario)
    • Elenco Speciale
      • Docenti e Ric. Universitari
      • addetti ad Uffici Legali
    • Albo Avvocati Stabiliti
    • Praticanti
    • Difensori di Ufficio
    • Gratuito Patrocinio
  • Modulistica
  • Delibere Consiglio
  • Rubriche
    • Osservatorio Giustizia Civile
    • La voce dell'OUA
    • L'angolo editoriale
    • Mediazione e Conciliazione
    • Presidente informa
    • GiusAriano
  • Servizi Utili
    • Easy Nota
    • Biblioteca
  • Eventi
    • Eventi dell'Ordine
    • Altri Eventi
  • Leggi nuove
  • Archivi
    • Archivio News
    • Archivio Sondaggi
  • Lettere dal Foro
  • Contatti
Rubriche L'angolo editoriale

Articoli precedenti

  • articoli
Odissea 2011 PDF Stampa E-mail
Submit Odissea 2011 in FaceBook Submit Odissea 2011 in Google Bookmarks Submit Odissea 2011 in Twitter Submit Odissea 2011 in Twitter

1. Scrivo alla vigilia della festa delle donne, l’otto marzo nazional-popolare, dedicando l’incipit alle tante colleghe che dimostrano, nel quotidiano lavoro, di non aver bisogno di surrogati o attestati di esistenza professionale, ad es. le tanto di moda Pari opportunità (commissione di nuovo conio, che ad Ariano ha chiuso i battenti senza lasciare grandi rimpianti). La donna avvocato, come il suo specchio o doppio (il giudice donna), è già una realtà dominante – in termini numerici – negli albi forensi e nelle aule di giustizia. Chi continua a chiedere sostegni di dubbia utilità, immaginando di poter esportare nel nostro disastrato (finanziariamente parlando) mondo forense utopie in stile welfare nordeuropeo, sa di abbaiare alla luna e continua a farlo solo per motivi elettoralistici (non solo di politica politicienne quanto forense, per capirci) .

Ad Ariano Irpino il trend maggioritario di iscrizione all’albo riguarda non le colleghe che abbiamo accolto negli ultimi due anni, ma l’intero decennio 2001-2010.

Su 211 nuovi iscritti al nostro albo principale nel corso del passato decennio, 121 sono donne e solo 90 uomini. Mi chiedo, dunque, se era esercizio di retorica o piuttosto di archeologia forense quello di un nostro illustre decano (per anzianità professionale), che ancora nel 2007 (o forse 2006), invitava le colleghe del foro a costituire un circolo per iniziati sul modello di inizio ‘900. Preferisco pensare che fosse nient’altro che la conseguenza di una mancata conoscenza dell’ambiente. Cosa che può capitare a tutti, anche al Primo dei Cavalieri del Grand’Ordine (moderni Templari) .

2. Degno di rilievo è che l’Autorità di Garanzia per la Concorrenza ed il Mercato non ha trovato ancora il tempo per rispondere ai nostri dubbi, e per essi a quelli giustamente formalizzati dal CNF in data 27 luglio 2010 – ricordate ? L’estate caliente di cui si parla nel precedente editoriale – a proposito della via spagnola all’avvocatura.

Allora, il viaggio a Madrid vale la candela oppure no ? Aspettano di saperlo i tanti aspiranti abogados, che chiedono di essere iscritti in Italia, e quelli che, all’interno degli Ordini, non sanno che pesci pigliare. Chi scrive ha una idea, modestamente pratica che trae spunto dalla reale visione dei luoghi. La via spagnola, o portoghese (fa lo stesso), all’avvocatura, è niente altro che la fotografia di viali cittadini, in ogni quartiere, pieni di targhe di studi legali, che si offrono al potenziale cliente.

Che non è diversa da ciò che piace ai fautori nostrani – il bersani pensiero è noto, dovremmo parlarne di meno, altrimenti diventa un tormentone stile Cav. o sig. B. – della liberalizzazione professionale e commerciale (tutti invaghiti del mitico Zapatero).

Settori, guarda caso, liberalizzati contemporaneamente nel 2006, l’estate delle famose lenzuolate. Con risultati talmente lusinghieri da indurre, giustamente, Matteo Renzi ed i suoi fans a dover creare il club dei rottamatori.

Mi iscrivo subito nelle sue fila, sig. Sindaco di Firenze, e prometto di far proseliti tra gli avvocati sol che Lei garantisca, magari intanto che qualcuno provi a svegliare il Garante (e se non lo disturbassimo : non era il maestro Goya a dire che il sonno della ragione genera mostri ?), la sicurezza e la tenuta, iperbarica, del sito di stoccaggio dei rottamati. E’ bene essere sicuri prima di cantar vittoria, noi campani sappiamo qualcosa di discariche ipersature e traboccanti, stoccaggi provvisori dall’incerta riuscita, e termovalorizzatori non sempre funzionanti a norma.

Se Lei, caro dr. Matteo Renzi, ci promette questo (altra idea, purtroppo inattuale : è già sceso!, era quella di lasciare il vostro Bersani sul tetto occupato dai ricercatori o cercatori dell’università perduta, fate voi, il risultato non cambia di molto), sono sicuro che troverà moltissimi consensi tra gli avvocati, quelli veri, quelli che sudano quotidianamente per sbarcare il lunario all’interno di un settore che somiglia al girone infernale dantesco quando non al marxiano esercito industriale di riserva (non a caso, la Confindustria è fortemente schierata con gli “illuminati” liberal-bersaniani).

3. Intanto, dopo l’8 marzo viene (Catalano docet) il 9 marzo, che dovrebbe essere il giorno cruciale per sapere dal TAR Lazio, una specie di oracolo o gran sacerdote del rituale conflitto tra poteri nostrani, se la mediaconciliazione, croce ed incubo dei tantissimi avvocati schierati con l’OUA, partirà effettivamente il 21 marzo prossimo, sia pure in chiave ridotta per effetto della miniproroga parziale ottenuta in sede di conversione del “milleproroghe” (pare nella contrarietà del ministro di giustizia, duramente contestato al Congresso Forense di Genova a bordo della nave “Concordia” : meno male, si fosse chiamata Discordia, avremmo rischiato di anticipare i colleghi del Maghreb!).

4. Chiudo ricordando il gran cerimoniale dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, evento che cade annualmente a fine gennaio (come è noto, prima di metà gennaio molti magistrati, come pure tanti avvocati, sono ancora sulla neve e sugli sci, in meritata vacatio).

Quest’anno a Napoli, nel salone dei busti, il ns. Consiglio non ha portato la sua delegazione. L’impressione, avuta l’altro anno, è che basti presenziare un anno per lustro o quasi. Cambia poco o niente. Le statistiche per distretto dicono, al solito, di stenti e difficoltà operative in aumento, di tagli finanziari sempre più stringenti e forti. Quest’anno è cambiato il rappresentante del Governo, ad illustrare l’arcinoto libro dei sogni : non il dr. Giacomo Caliendo (da poco, mi pare, ex magistrato di Cassazione), noto anche per l’estate caliente (benché non in stile Righeira o Giuni Russo, altra cantante sempre rimpianta, come Rino Gaetano) ma, per rimanere in quota “rosa”, un’esponente del gentil sesso, che ugualmente non ha suscitato grande entusiasmo.

Cosa difficile a Napoli, di questi tempi, nello scetticismo esasperato e diffuso, e comunque in generale in Italia appena prima del festival di Sanremo. Dove almeno cantava il professore, che sogna l’amore in mancanza di un pensiero che avrebbero ucciso (meno male, lo lasciassero in pace il pensiero : purtroppo, la notizia è che a breve per scoprire l’assassino, che la canzone non indica, partiranno i famigerati cani molecolari) .

In tempi seri il problema era se passare il Rubicone ; poi, se salvare il cinghialone (ed il grande Enzo Biagi avrebbe detto, ancora : bei tempi !) ; ora, se, come e quando affrontare, sia giudiziariamente che mediaticamente, il Rubigate. Senza tralasciare lo sguardo, prestigioso e privilegiato, sul vicino quartier monegasco – stile Camera con svista .

Però a me per l’inaugurazione dell’anno giudiziario continua a piacere L’anno che verrà del grande (almeno quando era quasi calvo) Lucio Dalla. Se non chiede molto, per l’altro anno potrebbe essere una valida alternativa .

d.s.

 
Copyright © 2012 Ordine Avvocati Ariano Irpino. Tutti i diritti riservati - p.iva: 81030010649
Powered by GSAI.