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Diciamo subito che il test è particolarmente significativo perché rappresenta il giudizio degli avvocati che praticano realmente il settore civile del nostro Tribunale.  Il campione testato, che si è espresso attraverso il sondaggio (modulo disponibile dalla bacheca), costituisce la larga maggioranza dei colleghi che trattano il civile ordinario .
Per questo i risultati, che in questo spazio periodicamente illustreremo (anche a beneficio dei tanti che ci seguono da lontano), rimandando la pubblicazione integrale alla Rassegna del Foro Arianese in preparazione, saranno la guida delle future proposte nell’Osservatorio Civile, ed alla Dirigenza del Tribunale per le prossime tabelle (dal 2012 in poi) .  
Che il settore in disamina destasse seria preoccupazione e generasse insoddisfazione crescente non era un mistero, e non poteva esserlo, per chi all’interno del Consiglio affronta ogni giorno le tante, spesso legittime, doglianze dei colleghi.
Si consenta di dire che l’analisi e le previsioni contenute nella relazione della Commissione Consiliare per l’Osservatorio Civile, illustrata pubblicamente a settembre 2009, coglievano nel segno allorché segnalavano, in particolare, i pericoli della riduzione dei ruoli ordinari civili; ed il civile ordinario ha tenuto nel complesso sol perché sostenuto dall’apporto, cresciuto in maniera esponenziale (emergenziale), dei Got. Che sono passati dal 21 % delle sentenze totali del Tribunale (comprese quelle dei Collegi, ai quali i Got non possono partecipare) nel 2008, a quello record del 35 % nell’anno 2010. Non basta a sollevare l’indice di gradimento il super lavoro, per numero di sentenze e processi trattati, di due soli Giudici togati (cons. Rocco Abbondandolo e dr. Pietro Vinetti) .
Fatta questa premessa, ecco i primi risultati. Il 72 % del campione si ritiene insoddisfatto in generale dell’andamento del settore civile (Quesito n.1), con prevalenza di una moderata insoddisfazione ( 52,5 % del campione ) rispetto a quella più acuta (32 %) .
La prevista riduzione dei ruoli civili, Quesito n.3, è ritenuta dalla maggioranza degli avvocati poco ragionevole e comunque inefficace (46 %) . L’area del (netto) dissenso si allarga aggiungendo quelli che la considerano irragionevole e sicuramente inefficace (13,2 %), e coloro che la ritengono (top del giudizio negativo) illogica ed ingiustificata (24,7 %) .
Decisamente contrari, ancora, gli avvocati arianesi a quella che viene vista, ed affermata  con disappunto nei corridoi, come sperimentazione, nel nostro foro, della sentenza a motivazione breve auspicata ed annunciata dal Ministro di Giustizia (Quesito n.7) .
Quasi il 94% del campione si è dichiarato insoddisfatto della crescente tendenza a decidere in maniera ultra sintetica (2, 3 pagg. max, comprese intestazione e dispositivo) . Il 41 % la ritiene insoddisfacente od inopportuna, il 23 % ingiustificata (pur riconoscendo lo stato di necessità) , ed il 29,5 % del tutto ingiustificata e da censurare.
E’ evidente che così si pregiudica e compromette la qualità della giurisdizione. Ma di qualità, ed efficienza, parleremo nel prossimo report. Ci sarà molto da riflettere ed approfondire.

d.s.

 
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