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Non è più tempo di attesa o melina, come direbbe il Pierluigi in ascesa sui tetti capitolini, per paradosso l’ultimo zapaterista del continente (disposto a tutto, anche alle più pericolose seduzioni di un rozzo giacobinismo, per l’ossessione anticav).
Ma se per la nazione c’è la speranza del Giorgio in carica, un gigante (lo dico sul serio : ma fino a quando questo grande Presidente potrà tappare le falle, oltre che rabbonire le folle ?), e di qualche giovane di buona lena ed idee, come Matteo Renzi (ancora in prestito a Firenze : un lusso che non possiamo permetterci, scenda in campo nazionale per favore), per le sorti del nostro tribunale, qui ad Ariano Irpino, non è più tempo di attesa o di speranza. Ci salviamo, tutti insieme, solo se ci mettiamo tutti al lavoro, e poco importa se qualcuno lo percepisce come straordinario, sappia che non sarà pagato se non dalla permanenza dell’unico presidio di giustizia (scusate se è poco !).
Bando alle chiacchere e parole : è tempo di azione, coordinata e razionale per la comune salvezza.
Il Consiglio dell’Ordine è, ancora una volta, pronto a fare la sua parte e la settimana prossima presenterà una proposta operativa, concreta e realistica, che faccia da argine al malumore e disagio crescente e montante (con progressione geometrica, a serio rischio di non ritorno) .
L’Osservatorio Civile è pronto a suggerire le necessarie ed indifferibili correzioni di rotta per un settore in grande disagio, quello dei ruoli ordinari, sguarnito come mai, di fatto affidato a 2 soli Giudici togati, con l’ausilio – fino a quando ? - di 3 Got. L’Osservatorio Penale farà, sicuramente, altrettanto. Il settore Lavoro e Previdenza potrà contribuire a razionalizzare l’impiego delle unità operative, attuando finalmente tutte le disposizioni legislative vigenti, come raccomandato dal Presidente della Corte di Appello (eravamo presenti a Castelcapuano l’altro anno, abbiamo ascoltato e letto sull’opuscolo statistico distribuito : tanto per esser chiari,a scanso di equivoci).
Per ora, da questa piccola finestra, timida apertura alla democrazia, ribadiamo l’opportunità anzi la necessità di un immediato riparo, pur con tutti gli accorgimenti accessori e doverose cautele : applicazione al civile ordinario della dr.ssa Ianniciello, se si vuole anche in modica quantità (tenendo conto dei suoi carichi e standards di lavoro); assunzione di un ruolo penale da parte del dr. Daniele, Presidente del Tribunale. Altro non sembra, al momento, possibile .
d.s.
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