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Mi è pervenuto l’invito per partecipare (o meglio per assistere) alla conferenza stampa sullo stato e sulle prospettive del “Servizio Giustizia” da lei organizzata per il giorno 24 maggio 2011.

Ho notato che ha voluto specificare a chi riteneva fosse concessa la facoltà di intervenire; tale facoltà è stata concessa ai Giudici di Pace Coordinatori, al Direttore della Casa Circondariale ed anche ai Rappresentanti Sindacali del personale amministrativo.

L’Avvocatura, invece, non ha ricevuto “l’investitura” per un intervento ufficiale.

Sono costretto, pertanto, a prendere atto che escludere la voce dell’Avvocatura dal dibattito sul Servizio Giustizia è irriguardoso e anacronistico.

Ancor più grave è l’assenza della voce degli avvocati di Ariano Irpino in un evento che ha come scopo quello di portare all’esterno, per il tramite degli organi di stampa, i problemi e le azioni fattivamente compiute per rendere efficiente la Giustizia.

In verità, l’organizzazione di una conferenza stampa senza un incontro preventivo con i rappresentanti dell’Avvocatura appare in violazione delle  norme poste a base di un confronto costruttivo tra Avvocatura e Magistratura che costituisce elemento essenziale per il funzionamento della Giustizia.

Il suo comportamento, inoltre, viola il documento che lei ha sottoscritto unitamente al Presidente del Consiglio dell’Ordine, mio predecessore, in data 23 0ttobre 2009. In tale documento si conveniva che tra il Presidente del Tribunale e il Consiglio dell’Ordine vi fossero degli incontri periodici per fare il punto sulla “Situazione Giustizia nel Circondario” e per  interventi mirati al suo buon andamento.

Tale documento ha avuto grande rilevanza per superare un periodo caratterizzato da difficoltà di comunicazione nei rapporti tra Presidente del Tribunale ed Avvocati del foro.

Non è stato semplice mettere da parte le perplessità sorte a seguito del Suo intervento nella precedente assemblea degli iscritti nella quale vi fu la presenza di un imponente schieramento delle Forze dell’Ordine munite anche di sistema di videoriprese, quasi che gli avvocati di Ariano Irpino, dopo lustri di onorato e civile comportamento, fossero diventati facinorosi contestatori e sovvertitori dell’ordine costituito.

Non è stato facile mettere da parte il risentimento, anche personale, per aver dovuto assistere impotente in presenza di tutti gli avvocati, del rappresentante del Consiglio Giudiziario e dell’OUA all’accusa che la classe forense di Ariano Irpino è stata connivente e complice di dieci anni di illegalità.

Tutti abbiamo fatto uno sforzo per superare tale momento; credo che se tale atteggiamento fosse stato posto in essere in un foro più abituato agli scontri istituzionali la questione non sarebbe stata risolta in maniera così edulcorata.

Per questi motivi non posso essere presente alla conferenza stampa; tutti gli Avvocati, insieme a me, tengono tanto a cuore il buon nome del Tribunale di Ariano Irpino che hanno deciso di non disturbare l’evento e di essere spettatori esterni nella speranza che l’incontro non verrà trasformato in un momento di esternazioni polemiche o, comunque, in contrasto con l’immagine dell’Avvocatura Nazionale e Locale.

A dimostrazione che l’avvocatura è sempre pronta ad attivarsi per contribuire a migliorare il sistema Giustizia colgo l’occasione per preannunciare richieste di incontri per giungere a soluzioni condivise per cercare di risolvere i problemi riguardanti il funzionamento del settore civile, previdenziale e penale.

Già da subito Le evidenzio che l’organizzazione delle udienze penali monocratiche sta causando la sistematica violazione del principio del giudice naturale.

Un’ultima osservazione: nella individuazione del luogo dove dovrà tenersi la conferenza stampa è stato indicato l’ “AULA DI UDIENZA PENALE COLLEGIALE”; tutti gli Avvocati che pur Le riconoscono il merito di non aver ostacolato anzi di aver agevolato la intestazione dell’Aula al compianto avv. Fernando Fausto Greco, esplicitamente le chiedono di non omettere tale intestazione nelle future indicazioni .

Tanto Le dovevo nell’interesse del servizio Giustizia, a tutela dell’immagine e della dignità dell’Avvocatura, nella speranza che possa avviarsi un percorso improntato a pari dignità nell’affrontare i problemi della giustizia tra Lei e l’Avvocatura Arianese.

Distinti saluti.

Ariano Irpino 23 maggio 2011

 

Il Presidente forense

Carmine Monaco

 
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