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Capita sempre più spesso, negli ultimi tempi, che per giustificare interventi legislativi improbabili e talvolta imbarazzanti venga tirata in ballo l’Europa, e ci venga spiegato che quegli interventi ci sono stati richiesti per uniformare la nostra legislazione agli “standard europei”.
In genere si tratta di un pretesto, come sta avvenendo in questi giorni per il c.d. “processo breve”.
“E’ l’Europa che ce lo chiede”, si sente dire ogni sera in TV dai soliti megafoni di regime, che fingono di ignorare che in Europa ci chiedono di celebrare velocemente i processi, non di cancellarli con un colpo di spugna.
La scusa dell’Europa è stata puntualmente utilizzata anche per la media-conciliazione.
Hanno tentato (Ministro Alfano in testa, a Genova) di far passare gli avvocati per retrogradi e conservatori, accusandoli di opporsi all’entrata in vigore di un istituto che esiste e funziona in tutta Europa.

Naturalmente questo non è vero. La media-conciliazione, così come è stata concepita da noi (in primis con l’obbligatorietà a pena di improcedibilità) non esiste in nessun paese europeo, e nel mondo esiste solo in Argentina, paese straordinario ed affascinante ma che tuttavia, in materia giuridica, non può certo costituire per noi un modello.
L’OUA ha elaborato sull’argomento un interessante documento, prendendo spunto da uno studio analitico e comparativo dell’avv. Valentino De Castello, il quale ha dimostrato, dati alla mano, che la conciliazione nelle forme che stanno cercando di imporci è un’anomalia tutta italiana.
Il documento in questione è stato trasfuso in un comunicato-stampa già inviato a tutti i parlamentari, che di qui  a breve dovranno esaminare i vari progetti di riforma già presentati. Vi invitiamo a leggerlo:
GIUSTIZIA CIVILE OUA: LA MEDIACONCILIAZIONE OBBLIGATORIA È UN “PASTICCIO” SOLO ITALIANO. IN EUROPA NON ESISTE
16.04.2011

 
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